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Chirurgia orale e Coronectomie

Chirurgia orale e Coronectomie

Chirurgia orale

L'estrazione dei denti del giudizio è una delle priorità del chirurgo orale. Le patologie associate al dente del giudizio sono responsabili della maggior parte degli interventi eseguiti nel cavo orale.

Estrazione di denti inclusi

Il dente del giudizio è spesso associato a diverse patologie a lenta evoluzione e di conseguenza viene estratto per evitare che tali patologie, oltre a recare danno ai denti contigui, possano determinare infiammazioni od ascessi ricorrenti.
Le patologie associate al dente del giudizio sono state individuate e codificate nel 1980 dall'Istituto Americano per la salvaguardia della Salute Pubblica (National Institute of Health).

In assenza delle condizioni che verranno di seguito elencate un dente del giudizio non deve essere estratto. In certi casi può rimanere in bocca, in completa inclusione, per tutta la vita del paziente.
Il dente del giudizio talvolta deve essere estratto non per presenza di patologie ma per carenza di spazio. Se la carenza di spazio è consistente può essere necessario estrarlo prima di un eventuale trattamento ortodontico per dare all'ortodontista la possibilità di ottenere un corretto allineamento dei denti. In questi casi si parla di "Germectomia" ossia di estrazione del dente prima della formazione delle radici.

Denti del giudizio o terzi molari: indicazioni all'estrazione

  1. Patologie specifiche associate al dente del giudizio
  2. Affollamento dentario posteriore

Patologie Specifiche del Dente del Giudizio

Pericoronarite: infiammazione dei tessuti gengivali che circondano il terzo molare.
Carie del terzo molare (M3) o del secondo molare (M2).
Malattia parodontale
Ingrandimento della pericorona del terzo molare od eventuale cisti associata.
Riassorbimento della radice del secondo molare dovuta alla pressione del dente del giudizio.

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Foto 1: Gengive infiammate, arrossate, il dente va estratto per l'impossibilità a mantenere una buona igiene (pericoronarite).

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Foto 2:
Esempio di dente del giudizio cariato che ha provocato carie sulla superficie distale del settimo.

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Foto 3: Esempio di dente del giudizio che premendo sulla superficie del secondo molare ha provocato il riassorbimento del supporto parodontale con conseguente malattia parodondale.

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Foto 4: cisti dentigera associata alla corona del dente del giudizio.

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Foto 5: paziente di 13 anni con tendenza all'affollamento.

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Foto 6: nello stesso paziente la mancata estrazione dei denti del giudizio ha determinato a 15 anni un notevole peggioramento.

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Foto 7: In questo paziente di 20 anni la situazione di affollamento nei settori posteriori è notevolmente peggiorata in seguito all'eruzione dei denti del giudizio che hanno creato pressione sui secondi molari provocandone la conseguente inclusione.

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Nelle foto 8 e 9 si nota come in questa paziente di 13 anni sia necessario procedere con l'estrazione del germe del dente del giudizio per permettere la corretta eruzione del settimo. L'intervento eseguito al momento opportuno ha evitato il verificarsi dell'affollamento descritto nelle foto precedenti.

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Foto 10: In questo paziente di 16 anni i denti del giudizio non sono completamente formati. Gli inferiori sono inclinati verso i secondi molari. La vicinanza col canale mandibolare rende consigliabile un'estrazione precoce per evitare un intervento più complesso dopo i 18 anni.

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Foto 11: La radiografia mostra la zona dell'estrazione a 6 mesi dall'intervento. La perfetta e rapida guarigione è possibile anche grazie alla giovane età del paziente.

Coronectomia

Talvolta i terzi molari inferiori possono contrarre rapporti di contiguità col canale mandibolare, struttura anatomica dove decorre il nervo mandibolare.

Detto nervo è responsabile della sensibilità relativa alla zona della guancia e del labbro inferiore ed una sua lesione, in seguito ad estrazione del dente del giudizio, può provocare una perdita di sensibilità, temporanea o più raramente permanente, di labbra e guance con conseguente parziale perdita dell' efficienza della funzione masticatoria e fonatoria.

In questi casi è meglio evitare la completa estrazione dell'elemento incluso ed optare per la Coronectomia. Questa procedura chirurgica consiste nella sezione della corona del dente e nel molaggio delle radici residue. Vengono lasciati nell'alveolo gli apici radicolari che contraggono i rapporti di contiguità col canale mandibolare. Se la procedura è eseguita in modo corretto le radici possono andare incontro a due diverse evoluzioni: migrazione con conseguente allontanamento dal decorso del canale mandibolare od integrazione all'interno della compagine ossea.

Nel primo caso l'eventuale secondo intervento di rimozione delle radici che sono migrate è molto più semplice perché non vi sono più i rapporti di vicinanza col nervo mandibolare ed il conseguente rischio di lesione con perdita di sensibilità.

Nel secondo caso si forma una parete ossea che ingloba le radici lasciate all'interno dell'alveolo ed il paziente non deve essere sottoposto ad un secondo intervento.

Il prof. Giuseppe Monaco è autore di un protocollo chirurgico che è stato sperimentato con successo presso la Clinica Odontoiatrica dell'Università degli Studi di Bologna ed ha permesso di trattare con successo più di 120 pazienti che presentavano un rischio consistente di danno neurologico.

 

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Foto 12: In questa radiografia si può osservare che le radici dei denti del giudizio inferiori sono in rapporto di stretta vicinanza col nervo mandibolare. In questi casi, dopo che l'esame TAC ha chiarito che la vicinanza col nervo è stretta, si opta per l'intervento di Coronectomia.

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Foto 13: La coronectomia è stata eseguita sul dente del giudizio inferiore di sinistra. Si vedono gli apici radicolari lasciati all'interno dell'alveolo.

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Foto 14: A distanza di due anni le radici sono migrate allontanandosi dal decorso del nervo mandibolare. In seguito la guarigione ossea ha determinato un arresto della migrazione radicolare ed una completa guarigione dell'alveolo. In questo caso non è stato necessario eseguire il secondo intervento di rimozione delle radici ma qualora fosse necessario in futuro non ci saranno rischi di lesione del nervo mandibolare.

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Foto 15: Paziente di 48 anni con il dente del giudizio inferiore sinistro in contatto col canale mandibolare. Il dente deve essere estratto causa ascessi ricorrenti. Si decide di eseguire una coronectomia dato il rischio elevato di lesione del nervo mandibolare in caso di estrazione completa.

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Foto 16: Intervento di coronectomia completato, rimangono gli apici radicolari a contatto col nervo mandibolare.

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Foto 17: Dopo 18 mesi le radici sono migrate e si sono allontanate dal decorso del nervo mandibolare. In questo caso è prevalsa la migrazione radicolare sui processi di apposizione ossea.

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Foto 18: L'estrazione dei residui radicolari viene eseguita senza rischio di perdita di sensibilità della zona della guancia e del labbro inferiore.

Per approfondimento scarica il file: pdfcasi_clinici_web.pdf1.15 MB

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